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pagine 2 Cenni storici
Origini molto antiche vanta questo villaggio brianteo. Sul significato del suo nome, avente la caratteristica terminazione in "ate" propria dei nomi locali della Lombardia, avanza molte ipotesi L. ZERBI (Supplemento al Cartolario Brianteo del Sacerdote Giov. Dozio, in Arch. Stor Lomb., 1890, p.30 segg.).
Se si vuole applicare, egli dice, il nome di Acriatum ad una condizione fisica e geologica del luogo, potrebbe significare un "vico innalzato sull'antico livello della Molgora". Infatti se il dialetto orobico risentiva del greco avrebbe significato "summitas montis". Se invece si vuol fare derivare Acriatum da un nome di persona, non sono ignoti nell'antichità romana gli Acratii, come Ennio Quirino Visconti ce ne suggerisce esempio nelle gemme letterate del museo Worsleyano, o in Acratus stesso, liberto di Tiberio Claudio Nerone.
Altra ipotesi sarebbe dedotta dall'arcaico Acratus, significante vino schietto e corrispondente al merum dei latini. E in ciò troverebbesi la prova - continua il Zerbi - che nell'antichità remotissima in queste terre la vite e le vigne tenevano il primo posto. Fra Agrate e Caponago abbiamo ancor oggi un predio detto Vignolina e nelle carte del codice santambrosiano trovasi che i fratelli Deusdedit di Agrate possedevano vigne su quel di Ottavo (ora S.Cristoforo) nell'853.
Come si vede grande è la difficoltà che l'erudito incontra nel voler spiegare l'origine dei nomi di antiche terre lombarde, dove i ricordi gallici si innestano con le reminiscenze della colonizzazione romana.
Verso il 1880 si rinvennero fondazioni di indubbia origine romana, che, insieme con un'ara di granito, ora sostenente l'arcata di una porta di masseria, attestano l'esistenza di un vicus romano. Verso la metà del sec.XIX nel demolire un muro della casa parrocchiale di Agrate, fu scoperta una lapide con la seguente epigrafe cristiana che vuol essere assegnata al finire del sec.V o al principio del seguente, poiché si accenna a un Boezio console, e Boezio fu console negli anni 487, 510, 522:
Hic requiescit in
Pace Primula quae
Vixet in seculo annus
PL.M: XLV deposita
sub V idus decem
bres Boetius vivo clariss.cos
Questa lapide tramandataci dal DOZIO (Notizie di Vimercate e sua pieve, Milano 1853), fece sorgere la tradizione che in Agrate avesse avuto sepoltura la moglie di Severino Boezio, mentre invece la menzione di Boezio fa parte della data, poiché usavasi allora indicare nella data i consoli in carica nell'anno.
Moltissime memorie ci anno lasciato di questa località i secoli di mezzo. E' dell'aprile 745 il testamento di Rottoperto "de vico Agrate" che costituisce un ospedale in Agrate per i poveri e per i pellegrini (Codex dipl.Lang., col.25, doc. XI).
Nell'anno 835 Angilberto II arcivescovo di Milano nomina Gaudenzio in abate di S.Ambrogio e tra i beni del monastero è ricordato Agrate, che viene chiamato Gratem (Codex dipl.Lang., c.... continua
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