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pagine 7 UN PO' DI STORIA
Uno dei vasi di età imperiale ritrovati alla cascina Pestegalla
VI sec. a.C. - I primi insediamenti: i Galli
Numerose testimonianze archeologiche assicurano lo stanziamento, sin da tempi assai antichi, dei Celti cui si deve la fondazione di alcuni centri, fra cui anche Ozzero.
È però la romanizzazione a lasciare un'impronta precisa e ancor oggi chiaramente leggibile sul territorio.
La maggior parte di tali insediamenti sorgono lungo la Strada Mercatorum che corre parallela al Ticino e mette in comunicazione il nord con i villaggi ad est del fiume.
I- V secolo d.C. - I Romani
Nei dintorni di Abbiategrasso, la maggior parte dei ritrovamenti archeologici sono ubicati presso le cascine, a testimonianza di una ininterrotta persistenza di questi nuclei agricoli che in epoca romana sono chiamati villae rusticae.
I primi insediamenti di cui rimangono tracce evidenti sono databili tra il I e il V secolo dopo Cristo: le anfore per i cereali, il vino e l'olio rinviano ad una economia agraria ben sviluppata, che a poco a poco soppianta quella pastorale.
Tra i rinvenimenti più importanti si ricordano le 280 tombe ad incinerazione con i relativi corredi, che vengono individuate tra il 1952 e il 1955 nei terreni della cascina Pestegalla.
V-XIII secolo d.C. - I Longobardi e l'età Medievale
Alla caduta dell’Impero Romano, il territorio passa prima nelle mani dei Longobardi e poi, nell’Alto Medio Evo, entra a far parte dei possedimenti dell’Arcivescovo di Milano il quale nel 1044 fa costruire, nei pressi di porta San Martino (Santa Maria Vecchia), un primo castrum, per la difesa della popolazione dalle scorrerie degli Ungari, distrutto poi dal Barbarossa (1162).
Il centro di Abbiategrasso comincia a svilupparsi e ad assumere l’impianto planimetrico rettangolare in età tardomedievale quando, sull’originale nucleo longobardo sorto intorno alla chiesa di San Pietro, dove esisteva precedentemente una villa rustica romana, comincia a prevalere l’insediamento sorto più a sud presso il primitivo castello, nella zona dove oggi c’è la chiesa di Santa Maria Vecchia.
Il vecchio insediamento di San Pietro diventa invece una sorta di sobborgo che mantiene nel corso dei secolo fino ad oggi una propria distinta identità.
Il primo burgus risulta ben riconoscibile nell’impianto urbanistico attuale dove le case ricalcano un andamento circolare (tra le vie Teotti, S. Maria, p.zza V Giornate e corso S. Martino). Un’ampia cinta muraria, munita di quattro porte (S. Pietro a nord, Milano a est, S. Martino a sud e Nuova a est), di un fossato difensivo e camminamenti, lo circonda già nel XI secolo.
Nel 1176 hanno inizio i lavori di scavo del Navigium (Naviglio Grande), imponente opera idraulica per l’irrigazione ed il trasporto di merci e persone, che potenzierà gli scambi tra la città di Milano, il Ticino e il Lago Maggiore.
I Visconti (1277-1450) e gli Sforza (1450-153.... continua
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