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pagine 7 La chiesetta di S. Maria della Brughiera in Bareggio
Se nel 1868 non ci fosse stato il provvidenziale intervento di Don Antonio Villa, curato della parrocchia di Bareggio, oggi nulla rimarrebbe di quel gioiellino che è Santa Maria della Brughiera, un'antica chiesina risalente alla seconda metà del XV secolo, interessante non solo per le sua curiosa fondazione, ma anche perché prezioso scrigno di pregevoli affreschi quattro-cinquecenteschi. Si trattava, in origine, di un tempietto a forma quadrata, voluto dal preposito del vicino monastero agostiniano di San Pietro all'Olmo, Giovanni Crivelli, che lo dedicò alla Vergine col nome di Fonte delle Grazie.
Ma perché il Crivelli volle che il piccolo edificio sorgesse fuori dal paese, in un luogo arido, fatto di arbusti e cespugli e chiamato fin da tempi lontani la Brughiera? La scelta non fu certo una stravaganza del curato, tutt'altro. Il motivo dell'ubicazione ha una storia e una logica ben precise, che affonda le sue radici in tempi alquanto remoti, tempi durante i quali imperava il paganesimo e i culti animisti, cioè quelle primitive religioni in cui si credeva che il divino fosse strettamente legato al mondo naturale il quale, dalle nostre parti, veniva individuato soprattutto negli alberi. Sì, proprio negli alberi. Era credenza che le piante fossero gli esseri che mettevano in comunicazione i tre livelli del cosmo, infatti, tramite le loro radici, il mondo sotterraneo, vale a dire gli inferi, veniva in contatto con quello di superficie rappresentato dal tronco, e quest'ultimo, per mezzo dei rami, raggiungeva il cielo.
Ma gli alberi, oltre ad essere degli intermediari tra cielo e terra, sono sempre stati considerati anche il simbolo della rigenerazione, visto che il loro ciclo vitale comprende la fioritura, la fruttificazione e la caduta delle foglie. Con queste loro qualità, come potevano non avere una valenza simbolica legata al sacro? E così, quando il Cristianesimo iniziò ad affermarsi sul mondo pagano, molti grandi alberi "sacri", sotto ai quali solitamente avvenivano le riunioni comunitarie, furono abbattuti e sostituiti da altri simboli: le chiese, che vennero erette proprio nei medesimi posti. Questo avvenne sia all'interno dei nuclei abitati, sia in campagna, soprattutto nei punti considerati intersezioni delle vie d'accesso ai paesi: i crocicchi; crocevia che la cultura popolare considerava nientemeno che luoghi di ritrovo di streghe e diavoli per il sabba.
Ciò chiarisce, a noi uomini del XXI secolo, la funzione protettrice che venivano quindi ad assumere le chiesine o gli oratori costruiti in quei precisi punti del territorio, i quali divennero mete di processioni, generalmente primaverili, dette "rogazioni", il cui scopo era quello di implorare a Dio la benedizione dei campi per ottenere un buon raccolto. E Santa Maria della Brughiera fu appunto costruita proprio sopra uno di quei crocicchi. Alla morte del suo fondatore, Giovanni Crivelli, gli Agostini.... continua
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