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pagine 9 PREISTORIA
Le uniche notizie sulla storia di Buccinasco nel periodo antecedente al 1290, anno della sua prima citazione in un testo, sono desumibili per analogia dall'evoluzione della zona circostante.
Allo stato attuale delle ricerche la documentazione di siti e manufatti riferibili al paleolitico inferiore, medio e superiore della regione lombarda è, per altro, piuttosto scarsa, soprattutto se confrontata con quella del vicino Veneto. Il mesolitico è invece discretamente rappresentato, mentre l'eneolitico, le età del bronzo e del ferro sono ampiamente documentate su tutto il territorio regionale.
I siti più antichi sono riferibili al glaciale rissiano e si localizzano su antichi paleosuoli messi in luce dall'erosione nella zona dell'anfiteatro morenico del Garda. I pochi manufatti ritrovati appartengono ad un'industria di tipo tayaziano (paleolitico inferiore) con qualche punta, raschiatoi e nuclei discoidali. Altre località della zona in cui sono avvenuti sporadici ritrovamenti sono monte S. Zeno, monte Fogliuto e monte S. Giorgio.
I siti del paleolitico medio sono: una stazione all'aperto nell'alta zona collinare sull'altopiano di Cariadeghe nel bresciano, nella zona di "Cascina del Latte"; "Buco del Corno" a Vigano, nel bergamasco; "Buco del Piombo" presso Erba; Merate, ai piedi del Montevecchio (Como). Nell'insieme si tratta comunque di pochi manufatti, fra cui punte e raschaitoi laterali e trasversali, denticolati.
I ritrovamenti del paleolitico superiore attualmente hanno carattere del tutto sporadico, con modesti ritrovamenti per ogni sito ("Buco Costa di Cavallino" in Val Brembana; Lagazzi di Vhò nel cremonese; "Büs dei Lader" sul Monte Budellone nel bresciano e "Antro mitriaco" di Angera sul Lago Maggiore).
Più documentato nella regione è il successivo mesolitico: si possono contare circa 40 siti, distribuiti in diversi contesti ambientali e caratterizzati da strumenti microlitici che inseriscono il territorio lombardo nel vasto complesso tardoneisiano esteso dalla Francia alla Valle dell'Adige e al Carso triestino (circa 5500 - 4500 a.C.). A questo periodo risalgono, con tutta probabilità, le più antiche manifestazioni d'arte rupestre in Valcamonica, scoperte a Luine (Boario) e consistenti in grandi figure di cervidi, fra cui l'alce, eseguite in stile subnaturalistico.
Nel corso del V millennio a.C. le correnti neolitiche introdussero la ceramica, l'agricoltura e l'allevamento. La più antica cultura neolitica finora nota in Lombardia è quella del Vhò di Piadena, dove è documentata la coltivazione e dove la ceramica mostra rapporti con la cultura emiliana di Fiorano e con le più antiche manifestazioni neolitiche del Trentino. Sono presenti statuette femminili di terracotta, fra cui una bicefala. Nella Lombardia occidentale si diffuse invece, proveniente dal Piemonte e dalla Liguria, la cultura della ceramica impressa.
Le tundre che ricoprivano la Pianura Padana scomparvero 6-5000 anni circa a.C.,.... continua
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