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pagine 2 Distesa su un crinale a m. 330 s.l.m., Chieti
dista circa Km. 15 dall'Adriatico, tra la Valle
del Pescara e il torrente Alento.
È Città interessante per i vasti panorami che
si dominano dal suo colle e che spaziano
dalla Maiella al Gran Sasso all'interminabile
succedersi di dolci colline digradanti verso il
mare, ricche di vigne e uliveti.
Accanto al notevole patrimonio artistico, con
monumenti di epoca romana e medievale,
chiese e palazzi barocchi e pregevoli edifici di
stile umbertino, la città vanta un territorio
circostante vivace per il processo di
industrializzazione avviato nella parte bassa
del colle nell'ultimo dopoguerra e che ha
sensibilmente mutato la sua antica
fisionomia di centro agricolo,
accompagnando, nel contempo, le numerose
attività commerciali e i tradizionali servizi
amministrativi e sociali.
Denominata classicamente Teate, Chieti fu
capitale del popolo Marrucino e,
successivamente, vicina a Roma, con cui si
alleò più volte contro Annibale, Pirro e
Perseo re della Macedonia, a Pidna. Dopo le
guerre sociali combattute nella Lega Italica,
entrò definitivamente nell'orbita romana e,
divenuta municipio, acquistò grande
prosperità grazie, alle numerose famiglie
locali legate ai circoli più in vista della
capitale. Tra queste si ricordano i Vettii e gli
Orsinii; un Asinio Pollione, storico e letterato,
valoroso condottiero, fu intimo di Augusto e
amico di Virgilio e gli si attribuisce l'apertura
della prima biblioteca pubblica della storia.
Risale certamente a quest'epoca la prima
sistemazione urbanistica dell'antica Teate, di
cui restano il tracciato viario ortogonale di
alcuni quartieri e cospicui ruderi quali i
Templi del foro ben conservati, una
grandiosa cisterna con annesse terme, il
Teatro e l'Anfiteatro, recentemente riportato
alla luce.
Cominciò a decadere con la fine dell'impero
e, quasi distrutta dai Goti, fu vessata dai
Bizantini e inclusa dai Longobardi nel ducato
di Spoleto, prima, e in quello di Benevento,
poi, finché divenne contea sotto i Normanni
con giurisdizione su un vastissimo territorio
della regione. Conobbe, in seguito, momenti
di grande sviluppo con il dominio Angioino e,
ancor più, con gli Aragonesi che la posero a
capo di tutti gli Abruzzi, concedendole anche
la facoltà di battere moneta.
Nel secolo XV, infatti, Chieti vide il sorgere di
numerose opere architettoniche che ne
rinnovarono l'aspetto, come l'erezione della
Torre Arcivescovile e l'ammodernamento
delle sue principali chiese fondate nel secolo
precedente: la cattedrale di S. Giustino, S.
Maria della Civitella, S. Francesco e S.
Agostino. È nel 600, comunque, che la città
assunse la fisionomia che tuttora la
c.... continua
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