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Negli immediati dintorni di Milano, si trova uno dei primi e importanti monasteri cistercensi, fondato nel 1135 da S.Bernardo, abate di Clairvaux: da questo nome deriva infatti, italianizzato, quello attuale. In questa zona, che prima si chiamava Rovegnano, i monaci cirtencensi crearono uno dei centri più vivi, sia in senso artistico che religioso. Risanarono la zona, da paludosa che era, e costruirono uno splendido complesso architettonico, del quale solo la chiesa oggi è rimasta integra. A chi la guardi da lontano, la chiesa appare perfetta nel suo lungo piedicroce, con i robusti contrafforti emergenti dai fianchi, il transetto sporgente e il tiburio, da cui si alza l'alta torre nolare, della prima metà del '300, vivace nel contrasto fra il rosso dei mattoni e il bianco delle arcatelle che la alleggeriscono in un delicato gioco di traforo. La chiesa unisce già motivi di ispirazione francese a quelli di tradizione romanica lombarda: il gioco dei contrafforti e degli archi rampanti, elementi di chiara derivazione d'oltralpe, si uniscono qui a motivi locali, come gli archetti che corrono in alto sulla facciata, sui fianchi e sulle testate del transetto. L'interno ha conservato intatto il suo impianto a croce latina, con le tre navate divise da pilastri cilindrici: compaiono, per la prima volta, gli archi ogivali, delineati da sottili cordonature. La mano di artisti toscani si fece sentire nella decorazione del bel tiburio ottagonale che nasce però da una base quadrata: Qui, ignoti maestri toscani d'ispirazione senese e forse anche giottesca, affrescarono nella prima metà del trecento le storie sacre della Vergine.
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