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Dietro la bella piazza vescovile si erge, con la sua bianca facciata austera, la cinquecentesca chiesa di S.Bernardino, ora adibita ad auditorium e sala per concerti. L'interno è a pianta rettangolare, senza navate, secondo i dettami diffusi dal Concilio di Trento. La chiesa è una vera e propria pinacoteca dell'arte cremasca. Ai lati si aprono sei capelli voltate a botte, come pure a botte è voltato lo spazio interno, intercalate da lesene corinzie. Partendo dalla cappella di sinistra si può ammirare una pala d'altare raffigurante i Santi Bonaventura e Francesco, probabile dipinto di Tommaso Pombioli. La seconda cappella conserva una pala in cui è ritratto San Diego, di autore ignoto; tela dell'Annunciazione del Pombioli. La quarta cappella, un tempo dedicata a S.Marco, in seguito dedicata alla Vergine Maria, vi sono quattro tele con storie della Vita di S.Marco, di Carlo Urbino. La quinta cappella, una delle più belle, presenta, entro una ricca decorazioni in stucco, una pala d'altare con Sant'Antonio e Gesù Bambino e due dipinti laterali con scene dai Miracoli di Sant'Antonio, opere di Gian Giacomo Barbelli. Nella sesta cappella si trovano dipinti raffiguranti Santi Bernardino da Feltre e Pietro d'Alcantara, uno dei capolavori di Giovan Battista Lucini, ed un dipinto con Santa Rosa da Lima, probabilmente sempre del Lucini. La prima cappella del lato destro, partendo dall'altare maggiore, decorata con quadrature dei fratelli Galliari nel 1703, vi è un tela attribuita a Martino Cignaroli raffigurante i Santi Pasquale e Giovanni da Capestrano. La seconda cappella vi sono dei bellissimi affreschi del Barbelli. La terza cappella, detta del Crocifisso, presenta altre due opere del Barbelli: Giona ed Il sacrificio di Isacco. La quarta cappella contiene delle belle decorazioni in stucco ed opere, queste ultime probabilmente del Pombioli. La quinta cappella offre al visitatore San Pietro liberato dal carcere, del Lucini; la sesta cappella, con San Francesco d'Assisi, di Mauro Picenardi, e la settima cappella, con un dipinto del Barbelli, eseguito nel 1638, raffigurante Sant'Eligio, e tele con storie del Santo. Nel presbiterio, sulle pareti laterali, si possono ammirare due capolavori del Lucini: il Miracolo di Valenza ed il Miracolo di Torino; sull'arco di trionfo si può vedere una grande Annunciazione: soltanto l'angelo, attribuito al Civerchio, è originario; il resto della pittura fu rifatto dopo il 1880 quando l'affrescò venne rovinato dal crollo del tetto.
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