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Sorge a circa un chilometro dalle mura cittadine sulla strada per Bergamo, al termine di un lungo ed ombroso viale alberato. È il centro più importante di tutto il Cremasco per la devozione mariana, meta di pellegrinaggi singoli e collettivi e simbolo di fede e di pietà. Fu costruita tra il 1490 ed il 1500 ad opera del lodigiano Giovanni Battagio che si avvalse della collaborazione del genero Agostino Fondulo, famoso plasticatore cremasco e lui stesso architetto, e dell'apporto tecnico del cremasco Antonio Montanaro, al quale, per altro, fu affidato il completamento dell'edificio quando il Battagio, per contrasti con la committenza, decise di abbandonare l'impresa.
La decisione di costruire il santuario fu conseguenza di un evento miracoloso: l'apparizione della Vergine a una giovane donna, Caterina degli Uberti, mortalmente ferita dal marito, Bartolomeo Contaglio, e da lui abbandonata in fin di vita nel bosco detto Novelletto, nel luogo su cui poi sorse la chiesa. Costei, sentendosi prossima alla fine invocò la Vergine e chiese la grazia di ricevere i sacramenti e di rivedere i suoi figli. La Signora che accorse alle sue invocazioni l'accompagnò presso una famiglia di contadini che abitava poco distante e le fermò l'emorragia. In tal modo, il giorno successivo, poté vedere esauditi entrambi i suoi desideri e quindi si spense serenamente. Sul luogo della apparizione cominciarono a verificarsi miracoli e l'entusiasmo popolare indusse i governanti della città a far costruire un santuario in sostituzione della croce, e dell'altare provvisorio, su cui era stato posto un bassorilievo in cotto colorato donato dal nobile milanese Innocente Cotta.
La chiesa è a pianta centrale e traduce compiutamente le tendenze innovative proposte ed ispirate da Bramante e da Leonardo. Il vano centrale, a cui sono aggregati quattro corpi minori, ha pianta circolare all'esterno e ottagonale all'interno. All'esterno, il corpo rotondo è organizzato in quattro zone sovrapposte: la prima, senza aperture, è scandita da paraste trabeate; la seconda presenta monofore unite a gruppi di due; la terza è caratterizzata da bifore comprese entro arconi; la quarta è costituita da una loggetta a colonnine in pietra, di sapore gotico, aggiunta dal Montanaro, quando subentrò a G. Battagio, in stridente contrasto con l'armonia compositiva dell'intero edificio. Tutto l'esterno è in cotto a vista, con impiego anche in funzione decorativa. L'interno ha pianta ottagonale i cui lati dritti sono costituiti dai corpi aggregati, mentre quelli obliqui sono svuotati da cappelle semicircolari. Notevole è la decorazione sia delle cappelle, sia dei corpi aggregati, sia della cupola. Sull'altare maggiore domina la grande ancona dell'Assunzione commissionata al veneziano Benedetto Diana nel 1501 e terminata diversi anni dopo; nello scurolo sottostante i quattro santi affrescati nelle lunette sono di artista della cerchia di B. Diana mentre l'affresco della volta è di Giacomo Parravicino. Nelle q.... continua
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