|
Di particolare interesse è il palazzo Bondenti-Terni, commissionato dal nobile Nicolò Maria Bondenti e progettato dall'architetto toscano Giuseppe Cozzi nel 1690 e successivamente dall'ingegnere Andrea Nono. Nel 1810 si estinse la famiglia Bondenti, ricchi mercanti di panni nobilitati da Venezia con il titolo di Conti della Meduna, nella nobile famiglia piacentina dei Portapuglia. A sua volta questa si estinse circa mezzo secolo dopo nei Terni (successivamente Terni de Gregory), famiglia dell'annalista e architetto Pietro. Nell'ambito della vita artistica della metà del XVIII sec. il palazzo in questione spicca per la complessita degli elementi culturali che in esso si intrecciano. Qui si trovano stimoli culturali provenienti dall'ambiente lombardia ed emiliano dell'epoca, nonchè echi della tradizione piemontese e veneta. Questa interessante commistione di stimoli diversi è resa possibile grazie alla particolare storia politica ed alla posizione geografica di Crema e del Cremasco. L'edificio presenta un impianto pressappoco ad U. Le due ali che si sviluppano lungo due strade parallele sono collegate da una splendida iconostasi, che si affaccia sulla piazzetta antistante l'ex convento di S. Agostino, traforata da Cinque aperture ellittiche impreziosite da ferri battuti d'epoca. Tra queste aperture si inseriscono paraste rastremate inferiormente su cui si innalzano quattro statue, opera di Carlo Francesco Mellone e di Giovanni Battista Dominione, con funzione allegorica di celebrazione del casato Bondenti. Il palazzo si sviluppa su tre ordini: interessante l'apparato decorativo delle finestre, a cimasa geometrica al primo piano e a forma di "pagoda orientate" al piano nobile. Oltre l'androne d'ingresso vi è un bel cancello in ferro battuto di Giovan Battista Racchetti, datato 1735. A destra il piccolo giardino racchiuso tra l'iconostasi e un corpo di fabbrica che collega le due ali, caratterizzato da un portico con einque archi sostenuti da colonne binate tuseaniche. Al centro di questo corpo di fabbrica è sito un maestoso scalone a due rampe con balaustra in pietra serena impreziosita anch'essa dal sapiente gioco del ferro battuto.
|