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Certo il più bel palazzo Vimercati a Crema, dove erano vissuti Sermone Vimercati e Ippolita da Sanseverino, che venne edificato con splendore conglobando le case più antiche, da loro figlio Marcantonio verso il finire del Cinquecento e ai primi del Seicento. Il vecchio palazzo aveva ospitato nel 1526 il Duca Francesco II Sforza in fuga da Milano presa dagli Spagnoli e doveva contenere affreschi di Vincenzo Civerchio ora scomparsi, e sale pregevoli con tavolette, come quella con bestiario e stemmi, ancora oggi presente. Il complesso architettonico è di tale imponenza e ricchezza da testimoniare il prestigio della famiglia attiva in tutti i campi della vita cittadina ed agricola. La fronte principale (verso l'odierna via Benzoni) ha un importante portale marmoreo sovrastato dallo stemma inquartato Vimercati Sanseverino e un'altra porta più piccola, assai elegante sormontata da un cartiglio recante iscrizione e data 1602, che immette direttamente nella più grande sala del palazzo. La facciata che svolta in piazza Solada (nome antico che alludeva alla pavimentazione, attualmente piazza Premoli) contiene due piani nobili di finestre: le superiori coronate al sommo da timpani marmorei interrotti al centro per tenere inseriti i busti marmorei dei proprietari, di ottima fattura. Le sottostanti incorniciano invece le armi delle principali famiglie della parentela, in marmo, come Io stemma Vimercati, Terni, Mandoli, Benzoni.... Il primo cortile porticato e aperto nel lato di fondo su un giardino, è classico negli elementi, colonne, capitelli, volte, ma leggiadro dalle cancellate e da una magnifica ringhiera barocca, firmata dal maestro fabbro "1704 Alvisio Chaneval F.". La parte descritta si integra lungo la via Lucini e Piazza Daimazia, via Aurelio Buso, con altre ali di fabbricato in un complesso di grande carattere, comprendente anche la chiesa di S. Maddalena e S. Spirito, il chiostro adiacente e altre più umili costruzioni.
L'atmosfera che vi si vive nel palazzo e' austera quasi sacrale, il parco che e' difeso da alte mura e' raccolto e maestoso; il tutto fa intendere quanto la famiglia abbia investito nel tempo e nella storia.
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