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Il palazzo, costruito alla fine del XV sec. da Socino Benzoni, la cui famiglia un secolo prima aveva detenuto la signoria della città, ha subito un radicale rimaneggiamento durante il Settecento. Proprio in questo palazzo Socino Benzoni ospitò, nel 1509, il re di Francia Luigi XII reduce dalla Battaglia di Agnadello da lui vinta contro Venezia. Qui si recò svariate volte Francesco Bernardino Visconti, l'Innominato dei Promessi Sposi, a trovare la madre Paola Benzoni. Successivamente 1'edificio passò alla famiglia Scotti di Piacenza e nel 1756 fu ceduta a Giuseppe Martini, appartenente ad una ricca famiglia di commercianti. Infine, nel 1932, esso fu venduto alla famiglia Donati, attuale proprietaria. Originariamente il palazzo era a forma di L ma in seguito venne ampliato daha famiglia Martini con l'aggiunta di un'ala, ottenendo una tipologia ad U. L'opera comprese, inoltre, tutta la risistemazione della parte interna rivolta alla piazza, creando una prestigiosa e suggestiva seenografia. L'edificio è impostato su tre ordini con alte finestre a timpano al piano nobile. Le finestre del palazzo, infatti, alte e strette sotto i frontoni triangolari o convessi, con epigrafi a cartoccio in due alternanze, fanno pensare ad un buon architetto, forse ligure. Nell'interno vi è un portico cinquecentesco con colonne pseudo-corinzie, portanti a livello dei capitelli lo stemma dell'antica famiglia Benzoni; inoltre vi è un bel balcone, con le stesse insegne, adorno di un'elegante ringhiera in ferro battuto. La bassa costruzione sita a Mezzogiorno, tra le due ali del palazzo, è una edificazione commerciale del Novecento, eretta in luogo delle antiche scuderie.
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