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La Casa Roma, situata alle spalle della vecchia pieve di San Donato e di fronte alla chiesa nuova, presenta la facciata settentrionale verso la piazzetta (oggi chiamata Piazza delle Arti) che si apre su via Martiri di Cefalonia. L'edificio che vediamo oggi era la parte principale di un complesso formato, come era tipico delle grandi cascine lombarde dell'800, da vari corpi, oggi scomparsi, destinati a usi diversi: stalle, scuderie, fienili. botteghe e abitazioni dei contadini e dei braccianti.
Il suo impianto, però, e ancor più la sua collocazione alle spalle della chiesa, ci dicono che questo edificio doveva essere in tempi molto antichi un monastero, precursore o contemporaneo dei più famosi Chiaravalle e Viboldone. La sua parte più antica, cioè l'ala che dà su via Martiri di Cefalonia, risale all'epoca viscontea (fine del '400) ed è giunta fino a noi attraverso numerosi restauri e parziali ricostruzioni.
Due parole merita l'opera di restauro, terminata nel 1994, e condotta dall'architetto Carlo Baccalini con grande rigore conservativo, utilizzando tutti i materiali recuperati dalle parti crollate (l'edificio era infatti in condizioni di estremo degrado) e rendendone visibile la struttura originaria, senza occultare la storia delle trasformazioni subite dalla casa in cinquecento anni. Sulle scale è stato messo in evidenza l'antico corrimano in cotto, di epoca antecedente all'ultima ristrutturazione, alla quale appartengono i camini e le decorazioni delle volte e dei controsoffitti, riportati all'antica freschezza. Oggi è un centro culturale e artistico dove si tengono mostre, concerti, convegni, dibattiti. Al piano terra si trovano l'emeroteca, la sala per i matrimoni, una saletta riunioni e uno spazio espositivo dedicato agli artisti locali e alle mostre fotografiche.
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