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Nel refettorio della chiesa quattrocentesca di S. Maria delle Grazie, in corso Magenta a Milano, si trova uno dei massimi capolavori di tutta la storia dell' arte: è l' Ultima cena, dipinta da Leonardo da Vinci.
Tappa immancabile di qualunque visita a Milano, finalmente ripulito da secoli di ridipinture grazie all' ultimo restauro concluso nel maggio del 1999, il fragile quanto prezioso Cenacolo Vinciano offre l' indimenticabile emozione dell' intensa pittura di Leonardo. Si tratta di una pittura che affiora a brani rendendo drammaticamente vive le figure dei dodici apostoli, colte nell' attimo concitato che segue l' annuncio di Cristo "In verità vi dico: uno di voi mi tradirà".
Se Milano possiede con S. Maria delle Grazie una magnifica chiesa rinascimentale e, nel refettorio annesso al convento, uno dei vertici assoluti della pittura italiana, il Cenacolo di Leonardo da Vinci, bisogna ringraziare Ludovico il Moro. Se del capolavoro del maestro toscano si possono oggi apprezzare brani di straordinaria bellezza, nonostante le lacune, è invece merito degli ultimi restauri.
S. Maria delle Grazie: una chiesa per Ludovico il Moro
Duca di fatto, se non ancora di nome (almeno fino alla morte di Gian Galeazzo Sforza, duca legittimo e nipote del Moro), Ludovico il Moro sceglie come mausoleo proprio e della famiglia la chiesa domenicana di S. Maria delle Grazie, fondata nel 1463. L'edificio, in gotico lombardo, è terminato soltanto da un decennio da Guiniforte Solari quando, nel 1492, si comincia la costruzione della nuova e gigantesca tribuna, sormontata dalla cupola decorata a graffiti, su progetto di Bramante, a cui spetterebbero anche il portale marmoreo, la sagrestia vecchia e il chiostro piccolo, detto "delle rane".
L' interno dell' edificio è affrescato da maestri del rinascimento lombardo, tra cui Butinone, Zenale e Gaudenzio Ferrari. Intanto, dal 1494, anche Leonardo da Vinci, viene chiamato a lavorare nella chiesa per "affrescare" la parete nord del refettorio, terminata nel 1498, un anno prima che la calata dei francesi ponesse fine ai grandiosi progetti di sepoltura del Moro.
Ridipinture antiche e restauri moderni
Sede del tribunale dell'Inquisizione dal 1553 in poi, la chiesa delle Grazie gode di ottima salute, il Cenacolo di Leonardo molto meno, per via della tecnica sperimentale con cui il grande maestro l'ha dipinto: a tempera su una preparazione gessosa, anziché a "buon fresco". Se Vasari esagera affermando, nel 1568, che il dipinto è "tanto male condotto che non si vede più se non una macchia", certo è che le sue condizioni non migliorano sotto le continue ridipinture e consolidamenti fatti nel corso dei secoli successivi. Ciononostante il "Cenacolo", insieme alla "Crocifissione" affrescata dal Montorfano sulla parete di fronte, resiste perfino ai bombardamenti della seconda guerra, quando crolla tutto il resto del refettorio.
L' ultimo restauro, a cura della Soprintendenza per i Beni Artistic.... continua
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