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Civiche Raccolte Archeologiche e Numismatiche
Il Museo Archeologico è diviso tra due sedi distinte: le sezioni greca, etrusca, romana, barbarica e del Gandhara sono ospitate nell’ex Monastero Maggiore, in corso Magenta, le sezioni preistorica, egizia e il lapidario romano si trovano invece, non molto distanti, nel Castello Sforzesco, sede originaria di tutte le Raccolte Archeologiche e Numismatiche.
Già da questa divisione appare la multiforme ricchezza delle collezioni, che oltre a raccogliere pezzi prestigiosi e rarissimi come la coppa diatreta Trivulzio, testimoniano della produzione artistica e domestica di antiche civiltà, con particolare attenzione al territorio lombardo, da Golasecca a Milano capitale dell’Impero Romano.
Il Museo Archeologico si distingue poi per la ricca attività scientifica e le accurate pubblicazioni sulle singole collezioni che lo compongono.
Le attuali Civiche Raccolte Archeologiche e Numismatiche sono il risultato della fusione dell’antico Gabinetto Numismatico, fondato nel 1808 presso Brera, e del Museo Patrio di Archeologia, istituito nel 1862 grazie a donazioni, acquisti e materiali di scavo emersi dal sottosuolo della città, con il Museo Artistico Municipale, fondato nel 1877 dal Comune di Milano.
Nel 1900 infatti, le rispettive collezioni vengono trasferite nel Castello Sforzesco appena restaurato.
Dalle raccolte del Museo Patrio di Archeologia, formate da pezzi di ogni epoca, dalla preistoria all'età moderna, vengono scorporate le opere dal Paleocristiano al Cinquecento, che vanno a costituire il Museo d'Arte Antica. Nel secondo dopoguerra si decide di dare una nuova collocazione alle ricche collezioni del Museo Archeologico, costrette in spazi espositivi troppo ridotti.
Da questo momento le sezioni greca, etrusca, romana, barbarica e del Gandhara sono trasferite nella sede di corso Magenta, nell’ex Monastero Maggiore, mentre le sezioni paletnologica ed egizia e il lapidario romano restano nel Castello Sforzesco, allestite, nel corso degli anni, rispettivamente nei sotterranei della Rocchetta e della Corte Ducale.
La sede di Corso Magenta
Il nucleo centrale del Museo Archeologico è ospitato nell’ex Monastero Maggiore delle Benedettine, o meglio in quanto ne è rimasto dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Del convento, fondato nel IX secolo e ristrutturato all’inizio del 1500, resta il monumentale portale d’ingresso, il chiostro minore con colonnine in granito, e parte del chiostro maggiore, adiacente alla chiesa di S. Maurizio, vero gioiello dell’architettura e della pittura rinascimentale.
Dal giardino si può osservare una rara testimonianza della Milano imperiale: l’unico tratto superstite della cinta muraria romana voluta dall’imperatore Massimiano Erculeo (286-305 d.C.). Qui sorge intatta l’imponente torre coeva sfaccettata in 24 lati, ma cilindrica all’interno.
Il Museo Archeologico non può dunque trovarsi in luogo più adatto: da ques.... continua
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