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Autore mago72 Titolo agosto mago72 0
(Se vuoi contattare l'Autore, clicca sul suo pseudo) Letto 136 volte
Agosto. Sono ancora in città. La mia ragazza è in vacanza con la famiglia a
Gaeta. Avrei già dovuto raggiungerla, ma le sue ultime telefonate mi erano
sembrate un pò strane: mi aveva detto che purtroppo non potevo ancora
raggiungerla perchè inaspettatamente erano giunti dei suoi parenti nella sua
casa (in affitto) e che quindi per ora non c'era spazio anche per me. La
cosa mi sembrò alquanto strana anche perchè la sua famiglia non aveva mai
avuto buoni rapporti con i parenti. Dopo tante perplessità e suoi rimandi,
decido a sua insaputa di partire per capire cosa stesse succedendo e chi
fossero mai questi parenti. Prendo quindi il treno la sera ed arrivo a Gaeta
verso le dieci. Non avendo ne voglia ne il coraggio di presentarmi a casa
sua mi dirigo verso la piazzetta dove si riuniscono tutti i ragazzi, e lì in
una comitiva vedo proprio la mia ragazza Sara. Non mi mi faccio vedere e
nascosto tra la folla la osservo e non posso fare a meno di notare che
presta particolare attenzione ad un ragazzo alto bello atletico in tuta si
vede subito che si tratta di uno sportivo. Li vedo parlare ed dividersi
sempre più dal gruppo, finchè cominciano ad allontanarsi da soli. Sara è
più bella che mai bionda abbronzata e con le sue forme molto procaci messe
in risalto da un vestitino succinto e attillato. Si dirigono verso la
spiaggia ed io comincio a sentire dentro di me un misto di rabbia e
stranamente di eccitazione che attribuisco alla situazione certamente
anomala. Una volta sulla spiaggia i due si siedono in un posto appartato a
ridosso di uno scoglio, ma illuminato dal faretto per le barche parcheggiate
sulla spiaggia.
Mi nascondo dietro una barca al buio così che io vedo loro ma loro non
vedono me. posso sentire le loro parole per lo più chiacchiere superficiali
e cerco di guardare gli occhi di Sara per capire cosa stà provando, ma non
posso fare a meno di notare che il suo sguardo mentre parla con lui si
abbassa verso le grosse cosce di lui anzi precisamente fra le su cosce. Sara
alza gli occhi di scatto per varie volte per timore che il ragazzo se ne
accorga, ma è troppo tardi: lui se ne è già accorto e posso capirlo dal
gonfiore sotto la sua tuta, una tuta non può nascondere un erezione e lascia
immaginare abbastanza bene e a quanto vedo sembra enorme, quel ragazzo è un
vero superdotato. Lui sembra tuttavia privo di pudore anzi, sicuro di sè,
ostenta la sua erezione piegandosi un pò di più all'indietro affinchè essa
sia ancora più in evidenza. Sara cerca di far finta di niente ma arrossisce
e lui comprendendo la situazione , prende la mano di lei e se la porta su
una coscia. Lei non la muove, ma non la toglie neppure. Allora lui si piega
all'indietro e si stende sulla spiaggia: la sua erezione è ora in massima
evidenza sotto la tuta, il suo enorme cazzo è quasi dritto anche se coperto
dalle mutande e dalla tuta. A quel punto Sara non resiste e muove la mano
fra le cosce di lui e, sempre sopra la tuta, istintivamente muove la sua
piccola e affusolata mano sull'enorme gonfiore. Io nascosto comincio a
sentire il fuoco nel mio petto. Lui mette la sua mano su quella di lei e
inarca il bacino. Sento la voce di lui che dice a Sara: "Ti piacerebbe
vederlo?". Sara più rossa che mai risponde con un mugolio incomprensibile
che lui interpreta come un si. Il ragazzo si alza quindi in piedi mentre lei
rimane inginocchiata sulla spiaggia, e sempre con fare deciso si abbassa la
tuta rimanendo in mutande che tuttavia riescono a coprire a malapena il suo
enorme cazzo duro. Vedo gli occhi di lei ormai focalizzati fra le sue cosce.
Lui le prende la mano e se la mette sulle mutande, ma è lei a spostargliele
quel tanto che basta per liberare la sua erezione: è veramente enorme come
sembrava e non solo per la lunghezza, ma anche per la sua larghezza
soprattutto della cappella violacea peraltro a questo punto molto vicina
alla bocca di Sara. Anche lei sembra notare la bellezza e le anomale
dimensioni di quel cazzo. Lo sguardo di Sara mostra chiaramente ora lo
stupore e il desiderio di toccare. Sento lui fare la retorica domanda: "Ti
piace?". Ormai Sara è eccitatissima e quindi vinncendo le sue inibizioni,
risponde chiaramente: "Si....sai in confronto quello del mio ragazzo sembra
quello di un bambino" e muove la sua mano per afferrarlo: vedo le sue dita
affusolate con le unghie lunghe curate con smalto viola su quell'enorme
coso scuro e peloso, vedo la sua mano cominciare a muoversi avanti e
indietro con sempre più decisione. Lui allora prende con entrambe le mani la
testa di Sara e la spinge sul cazzo, ma basta poco perchè lei non aspettava
altro che avere nella sua bocca
quel grosso coso. " Non pensavo ce ne fossero di così grossi" dice lei
"Penso che se ora vedessi quello del mio ragazzo mi verrebbe da ridere" ,
(BOOM nel mio petto). Lei ormai a perso qualsiasi scrupolo: mentre muove
ritmicamente la mano, stuzzica la punta del cazzo con la lingua, poi lecca
con voracità la cappella per poi prenderlo con fatica nella sua piccola
bocca con le labbra carnose. L'altra mano di Sara scivola fra le gambe fino
al culo di lui e comincia a stuzzicargli il buco con il medio avendo cura di
non fargli male con l'unghia. Io continuo ad osservre il tutto nascosto al
buio dietro la barca ed abbastanza vicino da vedere tutti i particolari e da
sentire i versi di piacere di lui e i mugolii di desiderio di lei. Ma ecco
che accade l'imprevisto; sento una macchina avvicinarsi sulla stradina che
costeggia la spiaggia isolata, sento lo stereo ad alto volume e gli
schiamazzi dei ragazzi. Ecco che rallentano, si fermano, non possono
proseguire poichè la stradina è finita. Il conducente comincia allora a fare
inversione per tornare indietro e nella manovra i fari della macchina
illuminano parte della spiaggia me compreso: è un attimo, un lampo vedo gli
occhi di Sara, che è inginocchiata, incrociare i miei mentre lui è in piedi
leggermente di spalle e non si accorge di me. La macchina si allontana e con
essa gli schiamazzi e la musica e ritorna il silenzio, un rumorosissimo
silenzio nella mia mente. Tutto torna come prima tranne che ora Sara sa che
ci sono. Pensavo che sarebbe scappata via per la vergogna che sarebbe
scoppiata in lacrime, e invece no! Continua a fissarmi negli occhi e accenna
un sorriso ironico. Poi sempre fissandomi riprende l' enorme cazzo nella sua
piccola bocca e anzi comincia a muoversi con più avidità, sento gli
schiocchi delle labbra e della saliva di lei. Le sento dire a lui: "Tu si
che sei un vero maschio non quel frocetto del mio ragazzo, un cazzo così se
lo sogna" , poi mi guarda, e riprende a succhiare e a muovere la mano sempre
più velocemente. Sento il tintinnio ritmico dei suoi bracciali e i suoi
occhi che continuano a fissarmi con dispetto. Lui sta per venire, Sara se
ne accorge scosta la testa e mi guarda, poi chiude gli occhi apre la bocca
aspettando lo spruzzo e continuando a muovere la mano. Il primo poderoso
spruzzo centra la bocca di Sara che deglutisce poi riapre la bocca
aspettando il resto. Il secondo colpisce però le sue labbra carnose e
schizza in parte su un occhio e sul naso fino ai capelli dorati, e in parte
comincia a gocciolare giù dall'angolo della boccuccia (carnosa) di lei fin
su una delle sue grosse tette. Poi Sara quasi per evitare di perdere altra
sborra, mi guarda per un attimo e poi riprende il cazzo in bocca più in
profondità e vedo la sua gola muoversi per inghiottire, ma la sborrata
sembra non finire mai finchè vedo lo sperma che trabocca e comincia a
scorrere dall'altro angolo della labbra di Sara che continua a mandarmi
sguardi dispettosi e a scorrere sull'altra tetta e giù nella scollatura
mentre i versi animaleschi di lui cominciano a diminuire.A questo punto lei
comincia a passarsi le mani sul petto per pulirsi dallo sperma e in tal modo
scopre completamente il seno abbassando il vestito, poi si lecca le dita e
quindi comincia a ripulire con la lingua lo sperma rimasto sul cazzo di lui
e tutto ciò sempre mandandomi delle occhiatine maliziose. Poi per rincarare
la dose come per darmi il colpo di grazia le sento dire:"Non ho mai ingoiato
tanta sborra, quella del mio ragazzo mi a sempre fatto schifo e non ho mai
voluto saperne, ma con te è un altra cosa ne berrei a litri, ha un sapore
dolce meraviglioso" e dopo il consueto sguardo assassino. A questo punto
avviene ancora qualcosa che non avrei mai pensato potesse accadere. Infatti
sento Sara che con un tono di voce di chi non vuol farsi sentire ma allo
stesso tempo troppo alto perchè non si senta, che dice a lui:"Non ti girare
e fai finta di niente, ho visto quel frocetto del mio ormai ex-ragazzo che
ci stà spiando da dietro quella barca, gli avevo detto di non venire e
invece vuol fare sempre di testa sua, ma ora se ne accorgerà che significa
non starmi a sentire. Poi sussura qualcosa nell'orecchio di lui e continua
la festa.
Adesso sono io che avrei dovuto scappare o scoppiare in lacrime, e
invece...e invece rimango li e da semplice spettatore divento uno dei
protagonisti. Una miriade di pensieri si affollano nella mia mente per
lunghi interminabili attimi. Perche?...Perchè con me Sara era sempre stata
pudica timorosa del sesso. C'erano state fra noi solo semplici toccatine a
cui tra l'altro eravamo arrivati dopo le mie ripetute insistenze, aveva
sempre rifiutato di scopare con me. "Sei il primo a cui l'ho toccato" mi
diceva, e la cosa mi sembrava credibile: Sara a aveva solo 15anni quando mi
diceva ciò, ora ne aveva 18 e per la prima volta al buio, dietro quella
barca mi accorgevo che era cresciuta, era una donna. Ma la cosa che più mi
sconvolgeva era quello che io provavo; ero sconvolto, arrabbiato, ma
anche...si anche stranamente eccitato per quello che avevo visto e ancor più
per quello che sarebbe successo di li a poco.
Vedo lui prendre il cellulare per una breve telefonata; vedo lei cercare
qualcosa nel suo piccolo zainetto nero. Vedo lui posare il cellulare, il
suo pisello è in una mezza erezione, è lucido per la saliva di Sara. Vedo
Sara porgere qualcosa a lui, e a quel punto non mi sarebbe sembrato strano
che fossero stati preservativi. Ma non lo erano. Era il doposole di Sara,
quello alla pesca. Vedo lui prendere la mano di Sara e versarvi un pò di
doposole, mentre un idea di quello che stava per succedere pugnala il mio
cervello. Vedo Sara distribuirsi la crema fra le due mani per poi passarle
delicatamente sul cazzo di lui come se si trattasse di un oggetto prezioso.
La vedo poi abbassarsi come per sedersi, ma senza sedersi, poi mettere
qualche goccia di crema sul proprio dito medio per poi far scomparire la
mano sotto la minigonna gialla, da dietro e il tutto dandomi delle brevi
occhiatine maliziose per poi guardare con stupore ammirazione e desiderio
l'uccello di lui ormai di nuovo pienamente eretto. A quel punto succede
qualcosa: lui si volta nella mia direzione ed io accenno uno scatto per
nascondermi....Ma non guarda me e con naturalezza dice: "Ok, portatelo
qui". Irrigidito cerco di capire,...... poi capisco,...... tento di girarmi
ma uno schiaffo mi fa cadere in avanti,........ delle mani mi afferrano le
braccia. cerco di divincolarmi ma quelle mani sono forti: mi volto e vedo
due energumeni che mi mantengono: uno biondo capelli lunghi occhi azzurri,
in pantaloncini da tennis e t-shirt, mentre l'altro è un negro anch'egli
molto alto, in jeans e camicia annodata in vita che lascia intravedere un
fisico statuario; pensai che fosse un militare americano della base di
Gaeta. Più indietro c'è un'altra ragazza bruna capelli lunghi e lisci, occhi
scuri e grandi con un viso da bambina innocente, ma si vedeva che era anche
più grande di Sara; era molto bella, slanciata e in quel'assurda situazione
mi ritovai a fissarla più del necessario e ancora una volta sentii su di me
lo sguardo assassino di Sara, ma stavolta molto più deciso. Vengo
letteralmente trascinato nel punto in cui si trovano Sara e il suo amico.
Lui mi dice: "Ciao, Sara mi ha parlato di te. Ho saputo che sessualmente non
sei proprio una bomba" poi lancia uno sguardo complice a Sara, poi continua:
"Ma poichè sei amico di Sara da tempo, avrei deciso di darti qualche
ripetizione." A quella affermazione Sara e la sua amica bruna scoppiano in
una risata trattenuta, come se già sapessero quello che sarebbe successo e
forse era così, poi lui continua:"A proposito io mi chiamo Marco, lei è
Monica, e loro due sono Jimmy e Federico, due miei compagni di squadra; sai
pratichiamo la palla a volo al livello agonistico". I due continuano a
mantenermi ma io non ho ne la forza ne la voglia di muovermi. Mi guardo
attorno, la spiaggia è grande e deserta. Mi rivolto e vedo Sara
inginocchiata sulla spiaggia che mi fissa con uno sguardo malizioso mentre
con una mano giocherella con il cazzo di lui come per mantenerlo "in caldo"
o come per dirmi: "Vedi questo è un maschio vero, hai finito di prendermi in
giro!". Vedo la bruna aprire una sdraio poi prendere alcuni lacci di quelli
che servono per mantenere chiusi gli ombrelloni e porgerli sorridendo ai due
che mi mantengono che a loro volta mi fanno sedere e poi mi legano le
braccia e le gambe ai braccioli e ai piedi della sdraio.Ma in quel momento
comunque non mi sarei comunque mosso, anche se fossi stato slegato, era una
situazione troppo anomala per tentare di affrontarla in qualche modo...ed
ero troppo eccitato perchè volessi fermarla; il mio respiro era accelerato e
sono sicuro che se avessi tentato di parlare avrei emesso solo suoni confusi
e incomprensibili A questo punto i due energumeni si fanno da parte
allontanandosi verso la riva del mare, mentre la bruna si siede vicino a me
e mi guarda con dolcezza poggiandomi una mano su un braccio. Sara a quel
punto mi si avvicina e mi si inginocchia davanti poggiandosi con le sue
mani sulle mie ginocchia; è bellissima con i suoi occhi azzurro-mare i
lunghi e selvaggi capelli biondi, il seno anncora scoperto e il top di filo
attorcigliato in vita; ha ancora una goccia di sperma su una guancia, lei
intercetta il mio sgurdo, si passa un dito sul viso per pulirsi per poi
succhiarlo con un sonoro schiocco e poi sorride, e mi guarda. Poi si abbassa
in avanti e pensai che volesse farmi lo stesso servizio che aveva fatto poco
prima a Marco. Ma mi sbagliavo; infatti Sara, abbassata in avanti e con le
tette che mi toccavano le ginocchia, porta una mano dietro di se e comincia
a muoverla nell'aria come per cercare a tentoni qualcosa. Marco capisce e
con calma si avvicina e l'aiuta a trovare quello che cercava: il suo cazzo.
Sara afferra l uccello e se lo strofina sul culo; lui si inarca all'indietro
per il piacere e poi sempre con calma alza la minigonna di Sara sistemandola
in modo che non possa dare fastidio. Vedo le cosce di Sara abbronzate, sode
e il suo piccolissimo slip di pizzo nero e tale vista mi eccita. Monica,
vicino a me se ne accorge e fa finta di mettermi una mano fra le gambe e fa
il verso "popi" e poi sorride. Poi con due dita mi abbassa la lampo dando un
piccolo sfogo alla mia erezione. Poi sempre con due dita mi alza leggermente
l'elastico delle mutande e spia quello che c'è sotto e inavvertitamente mi
tocca con il pollice un pò freddo la punta del mio uccello: per poco quel
tocco non mi fece venire sulla sua mano. Poi Monica lascia l'elastico,
facendomi un pò male, e rivolta a Sara dice: "Hai ragione Sara è un po
piccolo, soprattutto dopo aver visto quello di Jimmy." Seppi allora Monica
si era "fatta" il nero e uso questo termine perchè data la sua
spregiudicatezza non mi meraviglierebbe che si fosse fatta scopare solo per
vedere se fosse vero che i neri ce l'avessero molto grosso e per la
curiosità di succhiare un cazzo nero. E Sara ribbatte:"Sai per tutto il
tempo che siamo stati insieme gli ho dato a bere la storia che per noi
ragazze non sono importanti le dimensioni. Sai com'è quelli che ce l'hanno
piccolo hanno bisogno di essere rassicurati". In realtà non mi pare di
averlo tanto piccolo, ma sicuramente lo era in confronto a quello di Marco e
Jimmy. E intanto Sara continuava a strofinarsi l' enorme cazzo di Marco sul
culo, mentre io ormai non potevo neanche più nascondere la mia eccitazione
che si intravedeva sotto le mutande dopo che Monica mi aveva aperto il
pantalone. Ero completamente esposto e dovevo per forza di cose partecipare
al gioco e con le loro regole. Come un doccia fredda e subito dopo bollente,
arrivano le parole di Sara:"Dai Marco, ti prego fammelo sentire dentro di
me, sverginami il culo, ora!". Marco obbedisce e dopo essersi fatto aiutare
dalla mano di Sara a trovare l'apertura giusta e dopo aver spostato da un
lato con un dito lo slip di pizzo nero comincia a spingere. Dapprima
delicatamente per far entrare la grossa cappella mentre Sara socchiude gli
occhi e apre la boccuccia carnosa; poi più vigorosamente. Vedo i muscoli
delle cosce di Marco che si contraggono ad ogni spinta mentre Sara viene
ritmicamente sbalzata in avanti fino ad urtare con il viso sul mio petto. La
sento ansimare e lanciare gridolini di piacere e di dolore mentre si morde
il labbro inferiore. Poi Marco rallenta: è arrivato fino in fondo; Sara apre
gli occhi e mi guarda maliziosa: Poi Marco ricomincia a spingere e Sara
continua a guardarmi fisso negli occhi. Ora posso vedere le sue grosse tette
sobbalzare ad ogni colpo di reni di Marco strofinando i capezzoli sulle mie
ginocchia. Ma Sara continua a guardarmi e ad emettere grida sicuramente di
dolore, ma un dolore che la stà facendo impazzire di piacere. Poi lui
comincia a emettere versi animaleschi e questo eccita ancora di più Sara che
porta la testa all'indietro e inarca la schiena per rendere le cose più
facili a Marco. Poi riabbassa la testa e continua a guardarmi inumidendosi
le labbra carnose con la punta della lingua. Intanto anche Monica si è
eccitata per lo spettacolo poichè sento le sue unghie affondarsi nel mio
braccio, mentre l'altra sua mano è scomparsa sotto il vestito. Monica
indossa un copricostume azzurro trasparente che lascia intravedere un
costume a due pezzi bianco. Posso vedere la sua mano destra muoversi sotto
lo slip e inoltre poichè è seduta con una gamba stesa e una ripiegata, ogni
tanto la sua mano sposta il suo costume abbastanza perchè io possa vedere i
suoi peli folti e nerissimi come i suoi capelli; ma non credo che gli
interessasse molto che me ne fossi accorto.
Il fremito di Marco. I muscoli delle sue cosce rimangono contratti. Sara
sposta di colpo la testa all' indietro e con essa anche i lunghi capelli
biondi volano all'indietro e posso vedere il sudore che scorre sul suo viso
e sulle sue tette. Il sangue mi sale alla testa ed un calore mi pervade il
petto Un colpo di Marco e Sara apre gli occhi lanciando un gridolino.Un'
altra spinta e Sara sussurra: "Si..., voglio che mi vieni dentro..."
interrompendosi con un sussulto e mordendosi le labbra Un'ultima spinta di
Marco prima di accasciarsi sulla schiena di Sara e facendo scorrere una mano
sul suo seno e l'altra fra le sue gambe sotto lo slip e Sara si accascia fra
le mie gambe...........Tregua......... Il tempo si ferma........ Non c'è
un'alito di vento e il mare è in calma piatta............. Il silenzio cade
pesantemente e mi ronza nelle orecchie ed è rotto solo dai gemiti residui di
Sara che mi fanno sobbalzare e sembrano svegliarmi da un torpore e
ricomincio a sentire i lacci che mi legano, le unghie di Monica, la musica
in lontananza dalla piazzetta. Stà succedendo sul serio. Sono legato su una
sedia mentre la mia ragazza si è fatta sodomizzare da un ragazzo che
tuttalpiù a conosciuto da tre giorni. Sento la gelosia che mi invade e con
essa l'eccitazione che sale im maniera proporzionale. Devo arrendermi
all'evidenza che quello spettacolo me l'aveva fatto diventare duro come non
mai. Ma..... un momento.....Sara se ne sarà sicuramente accorta. Ha
praticamente il viso poggiato sul mio uccello ed io ho la zip aperta da
Monica e comunque Sara era stata per almeno 10minuti ad agitarsi a pochi
centimetri da esso. Cosa avrà pensato? Che sono un pervertito? No...Da
quella spregiudicatezza non potevano nascere simili giudizi. Si...se ne era
accorta ma andava bene così; era parte del gioco, goco che non era certo
finito perchè Sara si divincola, si passa le dita fra i capelli per
toglierseli dal viso e sporge il petto in fuori sventolandomi le tette
davanti al naso. Marco si alza e Sara lo tira verso di se per evitare che
qualcosa possa essere nascosto alla mia vista e quindi comincia a leccare
l'uccello moscio di Marco come per pulirglielo con cura e delicatezza il
tutto a 20 centimetri da me. Marco fa uno scatto all'indietro ma poi la
lascia fare.
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