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Data
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15/01/00
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Ora
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20.05
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Voti ricevuti
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Autore
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mago72
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Titolo
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agosto mago72
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0
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Agosto. Sono ancora in città. La mia ragazza è in vacanza con la famiglia a Gaeta. Avrei già dovuto raggiungerla, ma le sue ultime telefonate mi erano sembrate un pò strane: mi aveva detto che purtroppo non potevo ancora raggiungerla perchè inaspettatamente erano giunti dei suoi parenti nella sua casa (in affitto) e che quindi per ora non c'era spazio anche per me. La cosa mi sembrò alquanto strana anche perchè la sua famiglia non aveva mai avuto buoni rapporti con i parenti. Dopo tante perplessità e suoi rimandi, decido a sua insaputa di partire per capire cosa stesse succedendo e chi fossero mai questi parenti. Prendo quindi il treno la sera ed arrivo a Gaeta verso le dieci. Non avendo ne voglia ne il coraggio di presentarmi a casa sua mi dirigo verso la piazzetta dove si riuniscono tutti i ragazzi, e lì in una comitiva vedo proprio la mia ragazza Sara. Non mi mi faccio vedere e nascosto tra la folla la osservo e non posso fare a meno di notare che presta particolare attenzione ad un ragazzo alto bello atletico in tuta si vede subito che si tratta di uno sportivo. Li vedo parlare ed dividersi sempre più dal gruppo, finchè cominciano ad allontanarsi da soli. Sara è più bella che mai bionda abbronzata e con le sue forme molto procaci messe in risalto da un vestitino succinto e attillato. Si dirigono verso la spiaggia ed io comincio a sentire dentro di me un misto di rabbia e stranamente di eccitazione che attribuisco alla situazione certamente anomala. Una volta sulla spiaggia i due si siedono in un posto appartato a ridosso di uno scoglio, ma illuminato dal faretto per le barche parcheggiate sulla spiaggia. Mi nascondo dietro una barca al buio così che io vedo loro ma loro non vedono me. posso sentire le loro parole per lo più chiacchiere superficiali e cerco di guardare gli occhi di Sara per capire cosa stà provando, ma non posso fare a meno di notare che il suo sguardo mentre parla con lui si abbassa verso le grosse cosce di lui anzi precisamente fra le su cosce. Sara alza gli occhi di scatto per varie volte per timore che il ragazzo se ne accorga, ma è troppo tardi: lui se ne è già accorto e posso capirlo dal gonfiore sotto la sua tuta, una tuta non può nascondere un erezione e lascia immaginare abbastanza bene e a quanto vedo sembra enorme, quel ragazzo è un vero superdotato. Lui sembra tuttavia privo di pudore anzi, sicuro di sè, ostenta la sua erezione piegandosi un pò di più all'indietro affinchè essa sia ancora più in evidenza. Sara cerca di far finta di niente ma arrossisce e lui comprendendo la situazione , prende la mano di lei e se la porta su una coscia. Lei non la muove, ma non la toglie neppure. Allora lui si piega all'indietro e si stende sulla spiaggia: la sua erezione è ora in massima evidenza sotto la tuta, il suo enorme cazzo è quasi dritto anche se coperto dalle mutande e dalla tuta. A quel punto Sara non resiste e muove la mano fra le cosce di lui e, sempre sopra la tuta, istintivamente muove la sua piccola e affusolata mano sull'enorme gonfiore. Io nascosto comincio a sentire il fuoco nel mio petto. Lui mette la sua mano su quella di lei e inarca il bacino. Sento la voce di lui che dice a Sara: "Ti piacerebbe vederlo?". Sara più rossa che mai risponde con un mugolio incomprensibile che lui interpreta come un si. Il ragazzo si alza quindi in piedi mentre lei rimane inginocchiata sulla spiaggia, e sempre con fare deciso si abbassa la tuta rimanendo in mutande che tuttavia riescono a coprire a malapena il suo enorme cazzo duro. Vedo gli occhi di lei ormai focalizzati fra le sue cosce. Lui le prende la mano e se la mette sulle mutande, ma è lei a spostargliele quel tanto che basta per liberare la sua erezione: è veramente enorme come sembrava e non solo per la lunghezza, ma anche per la sua larghezza soprattutto della cappella violacea peraltro a questo punto molto vicina alla bocca di Sara. Anche lei sembra notare la bellezza e le anomale dimensioni di quel cazzo. Lo sguardo di Sara mostra chiaramente ora lo stupore e il desiderio di toccare. Sento lui fare la retorica domanda: "Ti piace?". Ormai Sara è eccitatissima e quindi vinncendo le sue inibizioni, risponde chiaramente: "Si....sai in confronto quello del mio ragazzo sembra quello di un bambino" e muove la sua mano per afferrarlo: vedo le sue dita affusolate con le unghie lunghe curate con smalto viola su quell'enorme coso scuro e peloso, vedo la sua mano cominciare a muoversi avanti e indietro con sempre più decisione. Lui allora prende con entrambe le mani la testa di Sara e la spinge sul cazzo, ma basta poco perchè lei non aspettava altro che avere nella sua bocca quel grosso coso. " Non pensavo ce ne fossero di così grossi" dice lei "Penso che se ora vedessi quello del mio ragazzo mi verrebbe da ridere" , (BOOM nel mio petto). Lei ormai a perso qualsiasi scrupolo: mentre muove ritmicamente la mano, stuzzica la punta del cazzo con la lingua, poi lecca con voracità la cappella per poi prenderlo con fatica nella sua piccola bocca con le labbra carnose. L'altra mano di Sara scivola fra le gambe fino al culo di lui e comincia a stuzzicargli il buco con il medio avendo cura di non fargli male con l'unghia. Io continuo ad osservre il tutto nascosto al buio dietro la barca ed abbastanza vicino da vedere tutti i particolari e da sentire i versi di piacere di lui e i mugolii di desiderio di lei. Ma ecco che accade l'imprevisto; sento una macchina avvicinarsi sulla stradina che costeggia la spiaggia isolata, sento lo stereo ad alto volume e gli schiamazzi dei ragazzi. Ecco che rallentano, si fermano, non possono proseguire poichè la stradina è finita. Il conducente comincia allora a fare inversione per tornare indietro e nella manovra i fari della macchina illuminano parte della spiaggia me compreso: è un attimo, un lampo vedo gli occhi di Sara, che è inginocchiata, incrociare i miei mentre lui è in piedi leggermente di spalle e non si accorge di me. La macchina si allontana e con essa gli schiamazzi e la musica e ritorna il silenzio, un rumorosissimo silenzio nella mia mente. Tutto torna come prima tranne che ora Sara sa che ci sono. Pensavo che sarebbe scappata via per la vergogna che sarebbe scoppiata in lacrime, e invece no! Continua a fissarmi negli occhi e accenna un sorriso ironico. Poi sempre fissandomi riprende l' enorme cazzo nella sua piccola bocca e anzi comincia a muoversi con più avidità, sento gli schiocchi delle labbra e della saliva di lei. Le sento dire a lui: "Tu si che sei un vero maschio non quel frocetto del mio ragazzo, un cazzo così se lo sogna" , poi mi guarda, e riprende a succhiare e a muovere la mano sempre più velocemente. Sento il tintinnio ritmico dei suoi bracciali e i suoi occhi che continuano a fissarmi con dispetto. Lui sta per venire, Sara se ne accorge scosta la testa e mi guarda, poi chiude gli occhi apre la bocca aspettando lo spruzzo e continuando a muovere la mano. Il primo poderoso spruzzo centra la bocca di Sara che deglutisce poi riapre la bocca aspettando il resto. Il secondo colpisce però le sue labbra carnose e schizza in parte su un occhio e sul naso fino ai capelli dorati, e in parte comincia a gocciolare giù dall'angolo della boccuccia (carnosa) di lei fin su una delle sue grosse tette. Poi Sara quasi per evitare di perdere altra sborra, mi guarda per un attimo e poi riprende il cazzo in bocca più in profondità e vedo la sua gola muoversi per inghiottire, ma la sborrata sembra non finire mai finchè vedo lo sperma che trabocca e comincia a scorrere dall'altro angolo della labbra di Sara che continua a mandarmi sguardi dispettosi e a scorrere sull'altra tetta e giù nella scollatura mentre i versi animaleschi di lui cominciano a diminuire.A questo punto lei comincia a passarsi le mani sul petto per pulirsi dallo sperma e in tal modo scopre completamente il seno abbassando il vestito, poi si lecca le dita e quindi comincia a ripulire con la lingua lo sperma rimasto sul cazzo di lui e tutto ciò sempre mandandomi delle occhiatine maliziose. Poi per rincarare la dose come per darmi il colpo di grazia le sento dire:"Non ho mai ingoiato tanta sborra, quella del mio ragazzo mi a sempre fatto schifo e non ho mai voluto saperne, ma con te è un altra cosa ne berrei a litri, ha un sapore dolce meraviglioso" e dopo il consueto sguardo assassino. A questo punto avviene ancora qualcosa che non avrei mai pensato potesse accadere. Infatti sento Sara che con un tono di voce di chi non vuol farsi sentire ma allo stesso tempo troppo alto perchè non si senta, che dice a lui:"Non ti girare e fai finta di niente, ho visto quel frocetto del mio ormai ex-ragazzo che ci stà spiando da dietro quella barca, gli avevo detto di non venire e invece vuol fare sempre di testa sua, ma ora se ne accorgerà che significa non starmi a sentire. Poi sussura qualcosa nell'orecchio di lui e continua la festa. Adesso sono io che avrei dovuto scappare o scoppiare in lacrime, e invece...e invece rimango li e da semplice spettatore divento uno dei protagonisti. Una miriade di pensieri si affollano nella mia mente per lunghi interminabili attimi. Perche?...Perchè con me Sara era sempre stata pudica timorosa del sesso. C'erano state fra noi solo semplici toccatine a cui tra l'altro eravamo arrivati dopo le mie ripetute insistenze, aveva sempre rifiutato di scopare con me. "Sei il primo a cui l'ho toccato" mi diceva, e la cosa mi sembrava credibile: Sara a aveva solo 15anni quando mi diceva ciò, ora ne aveva 18 e per la prima volta al buio, dietro quella barca mi accorgevo che era cresciuta, era una donna. Ma la cosa che più mi sconvolgeva era quello che io provavo; ero sconvolto, arrabbiato, ma anche...si anche stranamente eccitato per quello che avevo visto e ancor più per quello che sarebbe successo di li a poco. Vedo lui prendre il cellulare per una breve telefonata; vedo lei cercare qualcosa nel suo piccolo zainetto nero. Vedo lui posare il cellulare, il suo pisello è in una mezza erezione, è lucido per la saliva di Sara. Vedo Sara porgere qualcosa a lui, e a quel punto non mi sarebbe sembrato strano che fossero stati preservativi. Ma non lo erano. Era il doposole di Sara, quello alla pesca. Vedo lui prendere la mano di Sara e versarvi un pò di doposole, mentre un idea di quello che stava per succedere pugnala il mio cervello. Vedo Sara distribuirsi la crema fra le due mani per poi passarle delicatamente sul cazzo di lui come se si trattasse di un oggetto prezioso. La vedo poi abbassarsi come per sedersi, ma senza sedersi, poi mettere qualche goccia di crema sul proprio dito medio per poi far scomparire la mano sotto la minigonna gialla, da dietro e il tutto dandomi delle brevi occhiatine maliziose per poi guardare con stupore ammirazione e desiderio l'uccello di lui ormai di nuovo pienamente eretto. A quel punto succede qualcosa: lui si volta nella mia direzione ed io accenno uno scatto per nascondermi....Ma non guarda me e con naturalezza dice: "Ok, portatelo qui". Irrigidito cerco di capire,...... poi capisco,...... tento di girarmi ma uno schiaffo mi fa cadere in avanti,........ delle mani mi afferrano le braccia. cerco di divincolarmi ma quelle mani sono forti: mi volto e vedo due energumeni che mi mantengono: uno biondo capelli lunghi occhi azzurri, in pantaloncini da tennis e t-shirt, mentre l'altro è un negro anch'egli molto alto, in jeans e camicia annodata in vita che lascia intravedere un fisico statuario; pensai che fosse un militare americano della base di Gaeta. Più indietro c'è un'altra ragazza bruna capelli lunghi e lisci, occhi scuri e grandi con un viso da bambina innocente, ma si vedeva che era anche più grande di Sara; era molto bella, slanciata e in quel'assurda situazione mi ritovai a fissarla più del necessario e ancora una volta sentii su di me lo sguardo assassino di Sara, ma stavolta molto più deciso. Vengo letteralmente trascinato nel punto in cui si trovano Sara e il suo amico. Lui mi dice: "Ciao, Sara mi ha parlato di te. Ho saputo che sessualmente non sei proprio una bomba" poi lancia uno sguardo complice a Sara, poi continua: "Ma poichè sei amico di Sara da tempo, avrei deciso di darti qualche ripetizione." A quella affermazione Sara e la sua amica bruna scoppiano in una risata trattenuta, come se già sapessero quello che sarebbe successo e forse era così, poi lui continua:"A proposito io mi chiamo Marco, lei è Monica, e loro due sono Jimmy e Federico, due miei compagni di squadra; sai pratichiamo la palla a volo al livello agonistico". I due continuano a mantenermi ma io non ho ne la forza ne la voglia di muovermi. Mi guardo attorno, la spiaggia è grande e deserta. Mi rivolto e vedo Sara inginocchiata sulla spiaggia che mi fissa con uno sguardo malizioso mentre con una mano giocherella con il cazzo di lui come per mantenerlo "in caldo" o come per dirmi: "Vedi questo è un maschio vero, hai finito di prendermi in giro!". Vedo la bruna aprire una sdraio poi prendere alcuni lacci di quelli che servono per mantenere chiusi gli ombrelloni e porgerli sorridendo ai due che mi mantengono che a loro volta mi fanno sedere e poi mi legano le braccia e le gambe ai braccioli e ai piedi della sdraio.Ma in quel momento comunque non mi sarei comunque mosso, anche se fossi stato slegato, era una situazione troppo anomala per tentare di affrontarla in qualche modo...ed ero troppo eccitato perchè volessi fermarla; il mio respiro era accelerato e sono sicuro che se avessi tentato di parlare avrei emesso solo suoni confusi e incomprensibili A questo punto i due energumeni si fanno da parte allontanandosi verso la riva del mare, mentre la bruna si siede vicino a me e mi guarda con dolcezza poggiandomi una mano su un braccio. Sara a quel punto mi si avvicina e mi si inginocchia davanti poggiandosi con le sue mani sulle mie ginocchia; è bellissima con i suoi occhi azzurro-mare i lunghi e selvaggi capelli biondi, il seno anncora scoperto e il top di filo attorcigliato in vita; ha ancora una goccia di sperma su una guancia, lei intercetta il mio sgurdo, si passa un dito sul viso per pulirsi per poi succhiarlo con un sonoro schiocco e poi sorride, e mi guarda. Poi si abbassa in avanti e pensai che volesse farmi lo stesso servizio che aveva fatto poco prima a Marco. Ma mi sbagliavo; infatti Sara, abbassata in avanti e con le tette che mi toccavano le ginocchia, porta una mano dietro di se e comincia a muoverla nell'aria come per cercare a tentoni qualcosa. Marco capisce e con calma si avvicina e l'aiuta a trovare quello che cercava: il suo cazzo. Sara afferra l uccello e se lo strofina sul culo; lui si inarca all'indietro per il piacere e poi sempre con calma alza la minigonna di Sara sistemandola in modo che non possa dare fastidio. Vedo le cosce di Sara abbronzate, sode e il suo piccolissimo slip di pizzo nero e tale vista mi eccita. Monica, vicino a me se ne accorge e fa finta di mettermi una mano fra le gambe e fa il verso "popi" e poi sorride. Poi con due dita mi abbassa la lampo dando un piccolo sfogo alla mia erezione. Poi sempre con due dita mi alza leggermente l'elastico delle mutande e spia quello che c'è sotto e inavvertitamente mi tocca con il pollice un pò freddo la punta del mio uccello: per poco quel tocco non mi fece venire sulla sua mano. Poi Monica lascia l'elastico, facendomi un pò male, e rivolta a Sara dice: "Hai ragione Sara è un po piccolo, soprattutto dopo aver visto quello di Jimmy." Seppi allora Monica si era "fatta" il nero e uso questo termine perchè data la sua spregiudicatezza non mi meraviglierebbe che si fosse fatta scopare solo per vedere se fosse vero che i neri ce l'avessero molto grosso e per la curiosità di succhiare un cazzo nero. E Sara ribbatte:"Sai per tutto il tempo che siamo stati insieme gli ho dato a bere la storia che per noi ragazze non sono importanti le dimensioni. Sai com'è quelli che ce l'hanno piccolo hanno bisogno di essere rassicurati". In realtà non mi pare di averlo tanto piccolo, ma sicuramente lo era in confronto a quello di Marco e Jimmy. E intanto Sara continuava a strofinarsi l' enorme cazzo di Marco sul culo, mentre io ormai non potevo neanche più nascondere la mia eccitazione che si intravedeva sotto le mutande dopo che Monica mi aveva aperto il pantalone. Ero completamente esposto e dovevo per forza di cose partecipare al gioco e con le loro regole. Come un doccia fredda e subito dopo bollente, arrivano le parole di Sara:"Dai Marco, ti prego fammelo sentire dentro di me, sverginami il culo, ora!". Marco obbedisce e dopo essersi fatto aiutare dalla mano di Sara a trovare l'apertura giusta e dopo aver spostato da un lato con un dito lo slip di pizzo nero comincia a spingere. Dapprima delicatamente per far entrare la grossa cappella mentre Sara socchiude gli occhi e apre la boccuccia carnosa; poi più vigorosamente. Vedo i muscoli delle cosce di Marco che si contraggono ad ogni spinta mentre Sara viene ritmicamente sbalzata in avanti fino ad urtare con il viso sul mio petto. La sento ansimare e lanciare gridolini di piacere e di dolore mentre si morde il labbro inferiore. Poi Marco rallenta: è arrivato fino in fondo; Sara apre gli occhi e mi guarda maliziosa: Poi Marco ricomincia a spingere e Sara continua a guardarmi fisso negli occhi. Ora posso vedere le sue grosse tette sobbalzare ad ogni colpo di reni di Marco strofinando i capezzoli sulle mie ginocchia. Ma Sara continua a guardarmi e ad emettere grida sicuramente di dolore, ma un dolore che la stà facendo impazzire di piacere. Poi lui comincia a emettere versi animaleschi e questo eccita ancora di più Sara che porta la testa all'indietro e inarca la schiena per rendere le cose più facili a Marco. Poi riabbassa la testa e continua a guardarmi inumidendosi le labbra carnose con la punta della lingua. Intanto anche Monica si è eccitata per lo spettacolo poichè sento le sue unghie affondarsi nel mio braccio, mentre l'altra sua mano è scomparsa sotto il vestito. Monica indossa un copricostume azzurro trasparente che lascia intravedere un costume a due pezzi bianco. Posso vedere la sua mano destra muoversi sotto lo slip e inoltre poichè è seduta con una gamba stesa e una ripiegata, ogni tanto la sua mano sposta il suo costume abbastanza perchè io possa vedere i suoi peli folti e nerissimi come i suoi capelli; ma non credo che gli interessasse molto che me ne fossi accorto. Il fremito di Marco. I muscoli delle sue cosce rimangono contratti. Sara sposta di colpo la testa all' indietro e con essa anche i lunghi capelli biondi volano all'indietro e posso vedere il sudore che scorre sul suo viso e sulle sue tette. Il sangue mi sale alla testa ed un calore mi pervade il petto Un colpo di Marco e Sara apre gli occhi lanciando un gridolino.Un' altra spinta e Sara sussurra: "Si..., voglio che mi vieni dentro..." interrompendosi con un sussulto e mordendosi le labbra Un'ultima spinta di Marco prima di accasciarsi sulla schiena di Sara e facendo scorrere una mano sul suo seno e l'altra fra le sue gambe sotto lo slip e Sara si accascia fra le mie gambe...........Tregua......... Il tempo si ferma........ Non c'è un'alito di vento e il mare è in calma piatta............. Il silenzio cade pesantemente e mi ronza nelle orecchie ed è rotto solo dai gemiti residui di Sara che mi fanno sobbalzare e sembrano svegliarmi da un torpore e ricomincio a sentire i lacci che mi legano, le unghie di Monica, la musica in lontananza dalla piazzetta. Stà succedendo sul serio. Sono legato su una sedia mentre la mia ragazza si è fatta sodomizzare da un ragazzo che tuttalpiù a conosciuto da tre giorni. Sento la gelosia che mi invade e con essa l'eccitazione che sale im maniera proporzionale. Devo arrendermi all'evidenza che quello spettacolo me l'aveva fatto diventare duro come non mai. Ma..... un momento.....Sara se ne sarà sicuramente accorta. Ha praticamente il viso poggiato sul mio uccello ed io ho la zip aperta da Monica e comunque Sara era stata per almeno 10minuti ad agitarsi a pochi centimetri da esso. Cosa avrà pensato? Che sono un pervertito? No...Da quella spregiudicatezza non potevano nascere simili giudizi. Si...se ne era accorta ma andava bene così; era parte del gioco, goco che non era certo finito perchè Sara si divincola, si passa le dita fra i capelli per toglierseli dal viso e sporge il petto in fuori sventolandomi le tette davanti al naso. Marco si alza e Sara lo tira verso di se per evitare che qualcosa possa essere nascosto alla mia vista e quindi comincia a leccare l'uccello moscio di Marco come per pulirglielo con cura e delicatezza il tutto a 20 centimetri da me. Marco fa uno scatto all'indietro ma poi la lascia fare.
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