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Data 10/06/00 Ora 17.44 Voti ricevuti
Autore Olga Titolo Cosi' persi la mia verginita' 27
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Mi chiamo Olga.

Questa è la mia storia, una storia vera, che può sembrare assurda e stupida, ed anche oggi a me lo sembra, stupido mi sembra quello che ho fatto tanti anni fa...ero una ragazzina appena adolescente, con le normali curiosità sul sesso, ma troppo timida per passare attraverso le normali esperienze dei miei coetanei; così, un po' per ribellione verso l'educazione impartitami dalla mia famiglia (ricca borghesia, mio padre Magistrato, mia madre giornalista), un po' per curiosità, finii per fare qualcosa per cui chiunque ora mi giudicherà una puttana; lo so che questo è inevitabile, ma credetemi, è una cosa che può succedere ad una ragazza che cresce senza avere una buona educazione sessuale dalla propria famiglia o da qualcun altro.

Dunque era il 1984, ed avevo 14 anni, frequentavo la terza media, ed ero, come detto una ragazzina molto timida, così che potevo sembrare una santarellina, ed in effetti lo ero dal punto di vista pratico, ovviamente vergine, mai avuto un ragazzo, mai dato nemmeno un bacio in bocca...

E dire che ero, e sono, abbastanza carina, piuttosto magra, sul metro e sessantasei di altezza, belle gambe, visetto carino, capelli castani lisci, occhi verdi; mi ero sviluppata poco dopo i dodici anni con i consueti problemi legati alle mestruazioni, alla crescita dei peli, all'invidia per le compagne che avevano più seno di me (ora so che sto benissimo come sono, porto la terza di reggiseno, all'epoca forse un po' di meno, ma in realtà non lo mettevo spesso, perché non ne sentivo la necessità), al sudore delle ascelle.

Come dicevo, dentro tutto ero invece che una santarellina, mi masturbavo già da quando avevo 10 anni, anche più volte al giorno, ma sopratutto la sera a letto, facendo ogni sorta di fantasie sporche, che mi inventavo o, più spesso, ricavavo dalla lettura di giornalini proibiti che "prendevo a prestito" da mio fratello più grande, o, sopratutto, da film erotici che vedevo di notte in camera mia, a quei tempi frequenti sulle TV private.

Provavo un piacere incredibile quando allargavo le gambe e infilavo le dita sotto le mutandine, passando poi il dito medio su e giù piano piano fra le labbra della vagina, finché mi concentravo sul punto magico e mi lasciavo andare: l'orgasmo mi scuoteva più volte, finché mi ritrovavo spossata, ansimante e tutta sudata, con le mutandine fradice (me le cambiavo sempre la mattina apposta).

Mi eccitavo da sola perfino ad annusando l'odore che mi veniva da sotto le braccia nude, o quello del mio sesso che sentivo nelle dita con cui mi ero toccata. Facevo spesso progetti folli, in cui facevo prodezze erotiche pazzesche, nel momento in cui invece le mie compagne fantasticavano di avventure romantiche o di fidanzati. Io invece ero sola e, direi, quasi ero contenta così, delle mie fantasie, che non dividevo con nessuno. Una volta per esempio, era quasi estate, avevo fantasticato tutta la notte, dopo aver letto un libro erotico, e la mattina andai a scuola con una maglietta senza maniche e gonna appena sopra il ginocchio...e niente reggipetto o mutandine, ero pazza, lo so, ma mi prendevano queste idee e le dovevo fare ! Quando uscii di casa così, dovreste sapere come mi sentivo, mi eccitavo solo all'idea che ero nuda sotto e che chi mi vedeva passare non lo sapeva, e sentivo l'aria tiepida passarmi fra le gambe, e i seni nudi strofinarsi sul tessuto della maglietta. Però a scuola cominciai presto a preoccuparmi, capii di avere fatto una stupidaggine, anche se nessuno se ne accorgeva, mi sentivo osservata, a disagio, e ero terrorizzata che qualcuno mi vedesse. Stavo attenta a come mi muovevo, anche se avevo i seni abbastanza piccoli e solidi mi ballavano se non stavo attenta e si notavano chiaramente sotto la maglietta, tanto più che i capezzoli mi stavano sempre duri per lo sfregamento con il tessuto della maglietta; più di una volta notai come mi guardavano i miei compagni..

Il peggio fu sull'autobus al ritorno a casa, un attimo di distrazione e, forse, allargai un po' le gambe, e un uomo di fronte cominciò a fissarmi con una strana espressione, mi prese il panico, sentii il sudore che mi colava sui fianchi, scesi alla prima fermata e presi l'autobus successivo.

Un'altra volta stavo ad ascoltare dietro la porta mio fratello che faceva l'amore con la ragazza, e l'eccitazione giunse a far si che, una volta lavati ed usciti io sia entrata a cercare...qualche traccia. Guardai le lenzuola ed annusai la macchia di bagnato che vi trovai, frugai nel cestino e trovai il preservativo usato, che aveva dimenticato di buttare nel water, forse per non otturarlo...lo presi in mano e cominciai a srotolarlo come un calzino, fino a trovare quello che cercavo, lo sperma di mio fratello; era li, come quello sulle riviste, biancastro e viscido, ci immersi l'indice e ne tirai fuori un po', quindi lo portai alla bocca per assaggiarlo e capire cosa si provava a fare i pompini... ero come in trance, non mi rendevo conto della schifezza che stavo facendo, lo succhiai e mi sembrò buono, leggermente amaro, allora portai alla bocca il preservativo e me lo rivoltai dentro, in modo che tutto quello che conteneva mi scivolò sulla lingua, lo assaporai e lo mandai giu. Solo dopo qualche ora mi resi conto e mi presero i conati di vomito, ed ebbi la nausea tutta la sera.

Questo vi dovrebbe fare capire cosa ero capace di fare.

Per gli uomini che leggono posso assicurare che fantasie di questo genere sono comuni alle ragazze, specie durante l'adolescenza, ma nessuna le mette di solito in pratica, anche per paura.

Io invece si.

Giunta alla nostra storia, avevo ormai 14 anni, e nessuna esperienza sessuale, ma tanta voglia di provare quegli orgasmi fantastici di cui leggevo, quelle porcherie che mi facevano eccitare quando le guardavo, che mi sembravano così meravigliose, sapete a cosa mi riferisco immagino, quelle cose che si vedono sulle riviste come "Le ore". Ora so che non c'è niente di male di per se nelle fantasie sessuali, ma sono cose che si devono imparare e fare insieme con la persona che si ama, e non come passatempo fine a se stesso.

Avevo letto appunto in una di queste riviste, meno diffusa, alla fine un annuncio che cercava nuove ragazze disposte a lavorare come "modelle". Pensai a quanto mi sarebbe piaciuto fare quelle cose che guardavo con tanto entusiasmo...

Ci avrò pensato forse un mese, poi decisi di farlo.

Un pomeriggio, con una scusa qualunque, tanto non badavano tanto a me, dopo aver telefonato e preso un appuntamento andai in quel posto, e citofonai a quell'anonimo appartamentino in quella via di Milano.

Mi ero vestita normalmente, anzi più curata del solito, quasi dovessi sostenere un esame di danza invece che... mi ero lavata scrupolosamente, profumata, rasata le ascelle e le gambe, truccata.

Mi aprì un uomo piuttosto grasso e calvo che mi guardò attentamente e mi fece entrare. Arrivò un ragazzo sui trent'anni, carino direi, e si misero a parlare fra loro, dissero qualcosa del tipo " non è troppo piccola?" "perché l'hai fatta venire qui" "è pericoloso"; poi si rivolse a me e mi chiese quanti anni avessi, io risposi 16, lui mi disse che non ci credeva, e se ero sicura di volerlo fare; risposi di si certo, che non ero piccola e gli chiesi se invece ero brutta...risero, poi dissero che l'importante era che io dichiaravo di avere 18 anni, poi tanto nessuno controllava.

A quel punto mi dissero sbrigativamente di spogliarmi.

Anche se me lo aspettavo ora mi prese il panico, dovevo decidere se scappare o continuare, e non riuscii a scappare. Non volevo fare la figura della bambina e senza pensarci mi spogliai con finta indifferenza, io che non avevo nemmeno baciato un ragazzo, mi stavo spogliando davanti a due uomini che mi guardavano...mi tolsi i sandali, i jeans, la maglietta, rimasi in mutandine e reggiseno; mi guardarono ridendo e mi dissero " allora vuoi fare la modella o no ? Guarda che ti devi spogliare nuda ! Ci vuoi fare vedere come sei fatta e se vali la pena ?"

Mi feci coraggio e con le mani mi slacciai il reggiseno, lasciandolo cadere a terra, sentivo i loro occhi sui seni, ero terrorizzata, ma ero curiosa anche di sapere se gli piacevano, e sembrava di si, dai loro commenti che mi incitavano a sbrigarmi.. Avrei voluto fermarmi qui, ma sapevo che non era possibile, infatti subito mi dissero di sbrigarmi che non avevano tempo da perdere.Portai le mani ai fianchi e mi calai le mutandine ai piedi, mi sentivo tutto un calore di vergogna ed eccitazione al pensiero di essere nuda. Al tempo non avevo molti peli fra le gambe, ma comunque un bel ciuffetto scuro, e non mi ero mai fatta vedere nuda li da nessuno, nemmeno in piscina nello spogliatoio delle ragazze, mi cambiavo con l'accappatoio.

Rimasi ferma li in piedi, non sapevo dove mettere le mani e tenevo le gambe strette.

Si misero a ridere di nuovo, mi chiesero se volevo andare avanti o no, il ragazzo disse " ma guardala, è una verginella, adesso scappa via."

Forse per orgoglio, non feci l’unica cosa che avrei dovuto, andarmene.

Invece rimasi; l’uomo mi disse “ allora se vuoi lavorare qui facci vedere che sai fare ! Vieni qui e divertiti un po' con noi.”

Capii cosa mi stava per succedere, ma non feci nulla per impedirlo; il ragazzo più giovane cominciò a spogliarsi, presto fu nudo e fu la prima volta che vedevo un uomo nudo dal vero, vedevo davvero un cazzo, ora mi sembrava diverso da come sembrava sulle riviste; l'uomo andò a prendere una macchina fotografica. Mi dissero di andare a mettermi sul letto, mi sedetti sulla sponda.

Il ragazzo si avvicinò e mi prese e mi fece stendere supina, poi cominciò a toccarmi tutta, sentivo le mani che mi carezzavano i seni, li stringevano, poi si chinò a baciarli e succhiarli; mi girava la testa per la paura e l'eccitazione, ero terrorizzata, ma non avevo neanche il coraggio di ribellarmi, sapevo che cosa mi stava per succedere. Mi infilò le mani fra le gambe e me le aprì , quindi cominciò a carezzarmi il sesso, in un modo che non avevo immaginato, con tutta la mano, intanto l'uomo scattava e scattava foto, anche da vicino.

Tentai di rilassarmi e cercai di non pensare a quello che mi succedeva, pensai che era quello che volevo, finalmente lo avrei fatto; ma se mi avessero fatto male ? sapevo che la prima volta faceva male e si perdeva sangue, adesso che facevo ? E poi...pensai che ...se lo facevano avrebbero anche...schizzato, e dove ? Dentro di me? Oddio...non sapevo se volevo, ora avevo paura di restare incinta ed anche mi faceva schifo l'idea, una idea che mi eccitava sempre, nelle fantasie.

Tutti questi pensieri li feci in pochi secondi, poi, senza darmi il tempo di ragionare, il ragazzo mi venne sopra, e mi prese le braccia, portandomele sopra la testa, in modo che mi teneva ferma sul letto, e insieme si mise fra le mie gambe, schiacciandomi tutta: ora lo sentivo chiaramente, sentivo il suo cazzo duro che sbatteva di lato sulla mia coscia destra, era caldo e bagnato, capii che ora me lo avrebbe messo dentro ed ebbi proprio paura. Tentai goffamente di svincolarmi, ma ridendo mi fermò, tenendomi le braccia dietro la testa; poi si sollevò un poco col bacino, e con una mano si aiutò spostando il cazzo in modo da metterlo con la punta contro di me, e lo sentii premere sulla vagina. Sentivo l'uomo che scattava foto da vicino, anzi gli disse di spostarsi perché doveva fare dei primi piani.

Fu lui che poi gli disse "ok, vai !", ed allora capii, il ragazzo si abbassò su di me e spinse con forza: sentii la punta durissima che mi entrava dentro allargandomi, entrava piano ma inesorabilmente, e io strillavo, mi faceva male; restò un attimo fermo a metà dentro, e mi sentivo la vagina tutta tesa e mi sembrava che si fosse già allargata oltre ogni possibilità, invece a quel punto diede una spinta più forte, sentii un dolore lancinante, mi sentii uno strappo dentro ed urlai e mi penetrò dentro fino in fondo, ero sconvolta, lui continuava a muoversi, usciva e rientrava di nuovo, ed ogni volta urlavo di dolore; sembrava non finire mai, l'uomo scattava foto mentre il ragazzo si accaniva sopra di me, continuava a farmi male, ora però sentivo anche un gran calore, stavo cominciando a sentire un po' di piacere, sentii che era bello essere riempita, lo sentivo muoversi dentro, gonfio, mi faceva male ogni volta che passava per l'ingresso della vagina, ma una volta dentro godevo. Ora ormai non me ne fregava più niente di cosa sarebbe successo, ed infatti, dopo essere stato quasi fermo, si muoveva piano piano con il cazzo piantato bene in fondo a me, fece un sospiro, lo tirò fuori quasi tutto, poi lo rimise dentro, e così su e giù tre quattro volte sempre più veloce, poi urlò mentre si rituffava dentro e mi fece male, e sentii un grande calore riempirmi tutta, continuò a agitarsi due o tre volte, e sentivo che continuava a riempirmi di sperma; poi si fermò e mi crollò addosso.

Io, credo, svenni un momento; quando mi riebbi stavano davanti a me, il ragazzo si stava rivestendo, l'uomo aveva ancora in mano la macchina fotografica, si avvicinò e mi scattò le foto tra le gambe; mi alzai a sedere e mi guardai: avevo la vagina tutta rossa, ma non perdevo sangue, però ero tutta sporca di sperma che mi stava colando fuori, e provai schifo, volevo andare a lavarmi, ma mi fermarono. Mi dissero che ancora dovevo fare una cosina...

L'uomo si aprì i calzoni e tirò fuori anche il suo cazzo, che era più grosso dell'altro, ma più corto, ma questo mi faceva ancora più schifo, ero tutto viscido e puzzava di pipi, presa dal terrore capii cosa voleva quando me lo avvicinò al viso; questo no, pensai, ma sapevo che non potevo evitare nemmeno questo ormai; pensai che ero una stupida e me la ero voluta, in fondo non fantasticavo proprio questo sempre ? Ora lo avrei provato.

Me lo spinse sulla bocca costringendomi ad aprire la bocca; all'inizio tentati inutilmente di non toccarlo, allargando le labbra, ma mi prese la testa e mi spinse in avanti, spingendomelo fino in gola, che stavo per soffocare. "Leccalo e succhialo " mi disse.

Ero salato, mentre lo tenevo fra le labbra si muoveva e vibrava, sembrava un animale dotato di vita propria, non me lo aspettavo così;

lo feci uscire dalla bocca, che non riuscivo a respirare, e mi si stava slogando la mascella per tenere aperta la bocca, e cominciai a leccarlo timidamente, poi più sicura, mentre sentivo che gemeva di piacere, dopo un po' aveva perso quel saporaccio, stava diventando sempre più gonfio e duro, cercai di non pensare alle cose tipo la pipì che lo sporcava o peggio, e pensai che dovevo finire prima possibile per andarmene a casa e dimenticare.

Lo ripresi in bocca allargando le labbra il più possibile, cominciai a succhiarlo, facendo scorrere le labbra su e giù, capii che stavo facendo bene perché aveva gli occhi chiusi e gemeva di piacere e diceva "brava, ancora"; ad un certo punto si mise a gemere sempre più forte e capii che stava finalmente per godere, ma ora che dovevo fare? Davvero si doveva finire così, dovevo prenderlo in bocca, no non era possibile, avevo paura; realizzai che stava per schizzare e non volevo che mi finisse in bocca, e lo lasciai. Si infuriò, urlò e mi prese la testa costringendomi a riprenderlo e mi disse di non lasciarlo finché non aveva finito, non potevo muovermi, me lo infilava in bocca a forza, poi sentii il cazzo in bocca che si contraeva e vibrava, l'uomo urlò, mi fermai e non sapevo che fare ora, quando improvvisamente partirono una serie di schizzi caldi, il primo mi finì direttamente in gola, stavo per soffocare, quasi mi andò di traverso, gli altri mi riempirono la bocca, schizzando contro il palato; ancora non mi lasciava, mi teneva la testa e continuava a gemere; per respirare fui costretta a mandare tutto giù. Poi mi lasciò finalmente e poeti aprire la bocca per respirare, sentivo un sapore terribile amaro, avevo tutta la bocca e le labbra impiastricciate di sperma, mi prese la nausea al pensiero che l'avevo inghiottito.

Mi accorsi che il ragazzo aveva fotografato tutto ancora.

Finalmente mi dissero di rivestirmi e di andare a casa. E mi minacciarono anche che dovevo tornare li ogni settimana,altrimenti avrebbero fatto vedere quelle foto a mio padre. L'idea mi sconvolse a tal punto che obbedii, e continuai a tornare li per un anno e mezzo, e nessuno se ne accorse mai. Feci di tutto, anche con altri uomini e donne. Ogni volta mi davano dei soldi all'epoca 50000 lire, che per me erano tante, quasi ero contenta. Poi mi dissero che non gli servivo più. E finì.

Nessuno ha mai saputo niente, nemmeno il mio ragazzo, il primo. Non gli ho mai detto come mai non ero vergine.

E nemmeno mio marito, con cui sono sposata da due anni.

Meglio così; grazie al cielo non ho preso l'AIDS, forse all'epoca non c'era. Non sono rimasta incinta.

Ho provato di persona la differenza fra le fantasie e la realtà.

L'amore vero l'ho trovato 14 anni dopo.

di Chiara

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